Dragon Cup -   Roma 12 dicembre 2010

di Mario Amori

Incontro, confronto, emozione.

E’ proprio grazie   a  queste iniziative, organizzate da persone volonterose e amanti delle discipline “ interne” ed  “esterne” (quali  Wushu, Sanda e Taiji) , che atleti vecchi e nuovi si possono incontrare.
Incontrarsi, significa abbracciare o semplicemente stringere la mano a ragazzi e ragazze che nel tempo hai visto crescere non solo in età,  ma principalmente nel  loro impegno e nei loro  progressi:  anno dopo anno.
 Per molti piccoli atleti è il debutto. Li  vedi determinati a fare bene e ti scopri a sorridere  di  tenerezza e di ammirazione  mentre assisti alla loro incerta sequenza di forme brevi di Wushu.
I ragazzi, “ Cadetti e Juniores”,  che ora volteggiano sicuri ed esprimono velocità ed equilibrio nelle forme, erano come i debuttanti di oggi  e allora speri che siano  molti i giovani  che scelgano di intraprendere questa disciplina.
 Durante la competizione, si vive un tempo sospeso  . . . ognuno aspetta    che arrivi  il proprio turno . . . a volte l'attesa può essere lunga e  allora in questo tempo dilatato  osservi i partecipanti.
E' un grande circo.
C’è chi continua a sgranocchiare e chi non riesce a deglutire neppure un boccone, c’è chi chiacchiera allegramente e chi si chiude in rigoroso silenzio, c’è chi inganna il tempo pensando ad altro  e c’è  chi si apparta per  ripetere  i passaggi più ostici della forma.
 Lo spazio non è grande e c'è il rischio che qualcuno si faccia male  . . . volteggiano bastoni, lance, spade e alabarde,   sembrano tutti gladiatori in procinto di entrare nell'arena!
Finalmente il confronto ha inizio, gli atleti chiamati danno il meglio di sé , devono dimostrare che hanno lavorato bene e  che  sono migliorati.
Gli insegnanti impartiscono gli ultimi consigli, confortano, rassicurano:  tutti  sono ragazzi preparati e svegli,  ma dietro a tanta ostentata sicurezza,  si cela una grande  emozione.
Chi,  come me,  è in   età avanzata,  partecipa     nella categoria Over.  Ma questo non salva   dall’emozione che inevitabilmente attanaglia prima della chiamata in gara, come  è successo   la prima volta e tutte le altre successive.
Ma è proprio questa trepidazione la parte più bella e intensa della gara!
Poi ci sono le valutazioni  e le premiazioni: c’è chi gioisce per il risultato ottenuto e chi invece piange deluso, ma è solo per un attimo: tutto è rimandato al prossimo confronto e ri-nascono speranze e aspettative che danno la giusta carica per impegnarsi, per allenarsi, per ri-combattere.

E’ stato bello esserci con tutti voi.
Un affettuoso saluto natalizio.